Pensa a qualcosa che hai iniziato a dire: «Io sono fatto così.»
Sei sempre stato così, o a un certo momento hai imparato a funzionare così?
Può riguardare il carattere, una relazione, il lavoro,
il modo di reagire, una paura, o il modo in cui senti il tuo corpo.
Cosa introduce il Volume 0
Il Capitolo 2 ha mostrato che la sospensione permette di rimanere
nell’incertezza abbastanza a lungo da lasciare emergere una scelta.
Ma cosa accade quando questa sospensione non viene sostenuta?
Il Volume 0 propone che l’indeterminazione venga allora organizzata.
Nasce una configurazione che permette al sistema di orientarsi.
È qui che nasce l’identità.
All’inizio questa configurazione può essere una soluzione funzionale.
Non nasce necessariamente da una scelta consapevole. Nasce come adattamento.
Il problema non è quindi avere un’identità. La questione emerge quando
quella configurazione continua a essere mantenuta oltre la funzione
per la quale si era formata.
A quel punto ciò che era una soluzione può diventare una definizione,
e ciò che viene difeso tende a cercare conferme. Qui il capitolo introduce
la distorsione: una posizione mantenuta troppo a lungo smette progressivamente
di essere una possibilità e diventa automatismo.
Cosa cambia
Osserva la differenza tra «In questa situazione mi comporto così»
e «Io sono così.» Nella prima esiste una configurazione osservabile.
Nella seconda la configurazione è diventata identità.
Finché una posizione può essere osservata, può rimanere flessibile.
Quando non viene più osservata, tende a diventare automatismo.
La domanda successiva
Se una struttura cerca continuamente conferme per mantenersi,
dove finirà per collocare ciò che non riesce a riconoscere dentro di sé?
Continua con il Capitolo 4 — Proiezione →
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