Conflitto biologico e gerarchia evolutiva dei sistemi
Quanto segue è un’osservazione di coscienza
applicata all’ambito terapeutico.
Il linguaggio utilizzato è tecnico,
poiché necessario a descrivere con precisione
il modello osservato.
Prendendo come riferimento
il filone di pubblicazioni dedicate
al sistema renale →,
è utile chiarire un concetto fondamentale
riguardo ai conflitti biologici,
così come descritti da
Ryke Geerd Hamer
nell’ambito della Nuova Medicina Germanica.
La dinamica descritta
non riguarda esclusivamente
l’apparato urinario,
ma rappresenta un modello generale
applicabile ai processi di adattamento
dell’organismo nel loro insieme.
Conflitto biologico in senso hameriano
Secondo la teoria elaborata da Hamer,
alla base di molte manifestazioni organiche
può essere individuato
un conflitto biologico:
un vissuto percepito come improvviso,
intenso e non immediatamente risolvibile,
che attiva una risposta di adattamento
biologico automatica dell’organismo.
Il contributo centrale
della Nuova Medicina Germanica
è l’aver messo in relazione
il vissuto percettivo soggettivo,
l’attivazione di specifiche aree neurocerebrali
e la risposta organica coerente
con il foglietto embrionale coinvolto.
Coinvolgimento neuro–organico nel sistema renale
In presenza di una sintomatologia renale,
le risposte adattative possono coinvolgere
diversi livelli neurocerebrali.
Tronco encefalico – Endoderma
Relè: tubuli collettori renali,
midollare del surrene.
Ritenzione idrica marcata,
riduzione della diuresi,
rapido aumento di peso,
stato di allerta elevato
e stress acuto.
Sostanza bianca – Mesoderma recente
Relè: parenchima renale,
corteccia surrenale.
In fase attiva
ipertensione compensatoria;
in fase di riparazione
possibile comparsa di cisti.
Astenia e alterazioni
della produzione ormonale surrenalica.
Corteccia cerebrale – Ectoderma
Relè: bacinetto renale,
ureteri.
Ulcerazioni mucose in fase attiva;
in fase di riparazione
coliche, infiammazioni,
calcoli ed ematuria.
Gerarchia evolutiva e integrazione del conflitto
Pur riconoscendo il valore
del modello hameriano,
è fondamentale chiarire
che il conflitto biologico
non agisce in modo isolato.
Squilibri elettrolitici,
disregolazioni neuro-endocrine
e alterazioni gastrointestinali
modificano il terreno biologico
su cui il conflitto si esprime,
riducendo la capacità del sistema
di integrare il vissuto.
Per una questione di gerarchia evolutiva,
il lavoro osservativo e regolativo
deve rispettare l’ordine
con cui i sistemi
si sono strutturati nel tempo.
Solo su una base fisiologica
sufficientemente regolata
diventa possibile
un lavoro stabile
sul piano percettivo ed emotivo.
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